Si sono certamente prodigati in capovolte di comunicazione e fantastici studi di grafica ma alla fine sono i soliti stracciaroli:
MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, inaugurato da un annetto, costruito dall’archistar Zaha Hadid, leggiamo: “…spazio urbano articolato e “permeabile” al passaggio…un percorso pedonale esterno segue la sagoma dell’edificio e si apre in una grande piazza che, ripristinando un collegamento urbano interrotto per quasi un secolo dal precedente impianto militare, offre ai visitatori un luogo di sosta….all’interno una grande hall a tutta altezza conduce ai servizi di accoglienza, alla caffetteria e al bookshop, all’auditorium e alle gallerie destinate a ospitare a rotazione le collezioni permanenti dei due musei, le mostre e gli eventi culturali…” Questa mattina, domenica, ho scoperto che questo spazio permeabile apre alle 11.00, che ha un bookstore che fa schifo e che hanno, sì, una sedia a rotelle per i disabili, ma non ne hanno due.
Un brunch fico a Roma? Da Colonna, nel roof garden del palazzo delle Esposizioni ma se ci volete andare col pupo e la carrozzina, dovete spararvi 50 scalini (oggi pure sotto la pioggia) oppure pagare il biglietto della mostra e, passando dall’interno, utilizzare l’ascensore. Se all’andata l’avete fatta a piedi e al ritorno volete rimediare, non si può.
Roma rimane sempre tanto bella, ma anche tanto stracciona.











